Settimanale Anno XVII
Numero 730 del 22 novembre 2020
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In ricordo di un vero e grande maestro Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   

IN RICORDO DI UN VERO E GRANDE MAESTRO

 Domenica 18 ottobre 2020 si è spento a novantasette anni il Professor Bruno Spotorno, che ho avuto la fortuna e il privilegio di avere come docente di Matematica alle Medie e di Matematica e Fisica al Liceo Gabriello Chiabrera. Dico privilegio perché non succede spesso di incontrare e poi frequentare anche dopo gli anni di scuola, un educatore, un maestro e un uomo di scienza del valore di Bruno Spotorno e di ricevere il dono prezioso della sua amicizia. Per questo, nell’ora triste in cui ha lasciato questa terra ma non la memoria e l’affetto dei suoi cari, dei suoi amici e dei suoi tanti allievi, posso rivolgermi a lui come se fosse ancora qui tra noi, a confortarci con la sua presenza e con le sue parole di fede, di speranza e, soprattutto, di carità.  

 

Bruno Spotorno Foto dal SecoloXIX

Caro Bruno, ora che sei andato “nella stanza accanto” sono tante le cose che vorrei ancora dirti e tantissime quelle che vorrei ancora ascoltare da te, oltre a quelle che mi dicevi nelle nostre conversazioni filosofiche, teologiche, politiche, etiche ed estetiche; la prima è che non finirò mai di ringraziarti per avermi insegnato a ponderare (cioè pesare, da cui deriva il verbo pensare) bene tanto i discorsi altrui quanto i miei propri, in un mondo dove è sempre più difficile distinguere - complici i mass media - l’apparenza dalla realtà, il vero dal falso, il virtuale dal reale, la propaganda dai fatti concreti, l’informazione corretta da quella faziosa o manipolata, gli imbonitori da fiera dalle persone oneste, i cialtroni dalle persone serie e dove sembra che chi grida più forte debba anche aver ragione. Tu mi hai anche insegnato, soprattutto con il tuo esempio, il valore dell’umiltà, così nei rapporti quotidiani con il prossimo come, a maggior ragione, in campo culturale, dove l’umiltà deriva dal fatto che il vero sapiente sa quanto poco sa rispetto a quello che gli rimane da sapere e che, in ogni caso, non potrà mai sapere tutto. Di qui la tua sacrosanta idiosincrasia nei confronti dei boriosi, dei saccenti, dei venditori di fumo, dei vanagloriosi, dei tuttologi e, in campo politico, dei demagoghi e, in tempi più recenti, dei sovranisti anti euro e anti Unione Europea. Non finirò mai di ringraziarti per quello che mi hai insegnato anche in campo filosofico, tu che amavi le Confessioni di Agostino, il Paradiso di Dante, i Pensieri di Pascal (quante discussioni intorno alla sua “scommessa”!), i Dialoghi del Galilei, il Tractatus di Wittgenstein…Ma l’insegnamento del quale ti sono più grato (subito dopo quello dell’umiltà) è quello relativo al rapporto tra la matematica e l’arte: prima che tu me ne parlassi credevo che avessero a che fare con la matematica solo la musica e l’architettura (musica pietrificata, secondo la definizione di Schelling) ma non consideravo l’importanza della matematica nelle arti figurative (bastava che pensassi al “canone” di Policleto e alla scoperta della prospettiva nel Quattrocento!); ma tu mi hai guidato per mano alla scoperta della “Divina Proporzione” o “Sezione Aurea” presente nelle opere di Sandro Botticelli,  di Piero della Francesca, di Leonardo, di Michelangelo, nelle composizioni astratte di Piet Mondrian e nell’Ultima cena di Salvador Dalì inscritta in un enorme dodecaedro in cui è ricorrente il rapporto aureo Phi. Altra scoperta di cui ti sono debitore è quella dei cosiddetti “frattali”; questa scoperta mi ha aperto gli occhi sulle meraviglie della natura da cui siamo circondati e di cui, per lo più, nemmeno ci accorgiamo, come la simmetria delle foglie degli alberi e gli alberi medesimi con le loro ramificazioni, o la forma di certe conchiglie simile a quella di lontane galassie, o la geometria impalpabile di un fiocco di neve. Caro Bruno, anche se non ti vedo so che non sei lontano, sei soltanto andato di là, nella stanza accanto, dove presto (gli anni volano) ci ritroveremo a parlare ancora di Agostino, di Pascal e della Divina Proporzione del frate francescano e matematico Luca Pacioli.

 FULVIO SGUERSO 

 

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