SETTIMANALE anno XVII
n° 741 del 28 febbraio 2021
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Lettura di un'immagine: La processione Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’IMMAGINE 106
La Processione
Olio su tela (1893 -1895) di Giuseppe Pellizza da Volpedo
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica – Milano


 Questo dipinto è un’opera fondamentale nella visione pittorica e poetica di Giuseppe Pellizza (Volpedo, 28 luglio 1868 - Volpedo, 14 giugno, 1907), punto mirabile di intersezione e di equilibrio tra Simbolismo, Divisionismo e Naturalismo, rappresenta una scena tratta dalla vita reale, una processione guidata da figure femminili di bianco vestite alla cui testa cammina, tra altre due, una giovane donna recante una croce. Tutte  vanno lungo un viale alberato che porta al cimitero. Il viale è costeggiato sulla destra da una roggia. L’inquadratura visiva della processione che si svolge nelle vicinanze dell’abitazione dell’artista a Volpedo passando gradatamente dall’ombra alla luce si potrebbe definire, con termine cinematografico, “a campo lungo”. Lo stato d’animo che caratterizza la scena è di serenità, di pace e di armonia tra  la condizione umana e la natura. Presentata alla Biennale veneziana del 1895, La Processione fu immediatamente riconosciuta dalla critica come un’opera  di prima grandezza nell’ambito del Simbolismo internazionale, grazie all’equilibrio raggiunto tra rappresentazione realistica e visione ideale, alla tonalità misticheggiante e alla raggiunta perfezione dell’armonia tra umanità e natura. Riguardo all’adozione della tecnica divisionista abbiamo la testimonianza dello stesso Pellizza: “E’ questo il primo quadro che feci col sistema di pittura a divisione; incominciato nel 1892 non mi fu dato di terminarlo che per la prima internazionale di Venezia; volendo compulsare la natura direttamente non vi lavorai che pochi mesi all’anno….il divisionismo non mira che ad una rivoluzione tecnica consistente semplicemente nel sostituire a colori mescolati colori divisi perché in tal modo noi seguaci di esso, crediamo di poter avvicinare le vibrazioni della luce…”. Nella tecnica divisionista, infatti, sottili pennellate di colori complementari vengono accostate le une alle altre per poi venire fuse insieme nella visione di chi guarda. In questo dipinto l’aver posto la testa della processione per metà all’ombra e il seguito del corteo tutto in ombra crea l’aspettativa nell’osservatore di vedere tutta la processione in piena luce. Dal punto di vista simbolico, l’alternanza di ombra e di luce fa pensare a una allegoria della vita con i suoi momenti di luce e i suoi momenti di buio e, alla fine, con il sigillo della croce. Va ricordato che Pellizza morì suicida a trentanove anni dopo la morte dell’amatissima moglie.
   FULVIO SGUERSO 

 

 

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