GLI AFORISMI DI MAURO COSMAI
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 659 del 14 aprile  2019
Tel. 346 8046218
Lettura di un'immagine: Giuditta II Stampa E-mail
Scritto da FULVIO SGUERSO   
LETTURA DI UN’IMMAGINE 34
Giuditta II
Olio su tela (1909) di Gustav Klimt 
 Galleria internazionale d’arte moderna – Ca’ Pesaro - Venezia

 Mentre la prima Giuditta del 1901 è ritratta frontalmente  dalla cintola in su e ci guarda con occhi socchiusi e ammiccanti, questa seconda Giuditta del 1909 è a figura intera, è girata di tre quarti e guarda fisso qualcosa verso la sua destra senza degnarci di uno sguardo.

Qui la  giovane vedova ebrea si assottiglia e si allunga verticalmente e sinuosamente come in una stampa giapponese; se nella prima Giuditta  dominano i toni chiari e l’oro  dei mosaici bizantini e ravennati, in questa seconda Giuditta (che davvero sembra invecchiata di otto anni) l’oro caratterizza la chiara e larga cornice che separa lo spazio stretto e pieno della tela dal resto del mondo e alcuni motivi spiraliformi dello sfondo; all’interno, se si eccettuano le parti scoperte del corpo della donna,  prevalgono i toni scuri.

In questa seconda Giuditta, spiccano il profilo del volto stradipinto, separato allusivamente dal resto del corpo (come del resto lo era anche nella prima Giuditta) da una stretta e pesante collana, il busto messo a nudo ma più gracile rispetto a quello del 1901 e quelle mani contratte che sono state capaci di uccidere:   la destra stringe la gonna scura tempestata di figure geometriche colorate, la sinistra tiene per i lunghi capelli la testa di Oloferne seminascosta tra le pieghe di quella lunghissima veste  che la cornice non riesce a contenere.  

La plasticità del corpo e la sinuosità delle linee che salgono verso la parte alta della figura contrastano fortemente con la staticità della nera e folta capigliatura bipartita di Giuditta. Lo sfondo è decorato con motivi geometrici a spirale che ricordano la ricorsività delle geometrie cosmatesche tipiche dei pavimenti a mosaico di tante chiese romaniche del XII e XIII secolo, certamente note al pittore.

Quanto al significato di quest’opera, che si iscrive pienamente nel clima culturale decadente della Vienna di fine Ottocento e inizio Novecento, la città di scrittori come Schnitzler, Hofmannsthal, Zweig e di musicisti come Arnold Schonberg e Anton Webern, di medici come Sigmund Freud e di filosofi come Ernst Mach, è lo stesso artista a indicarci, tramite alcuni particolari, che ci troviamo di fronte a una figura di donna ancora più perversa della prima Giuditta: le mani sono simili ad artigli, la testa di Oloferne è chiaramente la preda di un rapace in sembianze di donna, la quale è rappresentata come una specie di arpia che porta, invece della vita, la morte.

Qui l’eros non ha niente di gioioso e lo stesso corpo femminile ha perso, dopo il delitto,  il suo potere seduttivo: anche lei è costretta in angusto spazio, ha catturato la sua preda ma ora non sa che cosa farsene chiusa com’è entro quella cornice-gabbia dorata. Questo spiega perché  in quell’unico occhio che guarda qualcosa al di là della cornice non c’è più seduzione ma paura: anche lei perderà la testa, già separata dal corpo da quella colorata e pesante collana, come l’uomo che ha prima sedotto e poi ucciso. In questa seconda Giuditta il sesso ha condotto i due personaggi a una stessa morte.

            FULVIO SGUERSO 

 

Share/Save/Bookmark
 
Prego registrarsi o autenticarsi per aggiungere un commento a questo articolo.
 




Banner

Ricevi le News da Truciolisavonesi

Ultime da UOMINILIBERI

Login

Registrati per poter commentare gli articoli





Banner
Banner

dal 22 Novembre 2004

Il sito non è una testata giornalistica, si basa su attività di volontariato.

Gli autori dei testi sono responsabili dei dati, delle analisi delle opinioni in essi contenuti

Copyright © 2010 truciolisavonesi. All rights reserved.

Designed by Massa

 

Per rendere il nostro sito più facile ed intuitivo impieghiamo i cookie. Chiudendo questa notifica o navigando sul sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookie
We use cookies to improve your experience on this website. By continuing to browse our site you agree to our use of cookies. privacy policy.

EU Cookie Directive Module Information