TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XV
Numero 673 del 21 luglio  2019
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“L’Italia non spenda soldi che non ha” Stampa E-mail
Scritto da MARCO GIACINTO PELLIFRONI   
“L’ITALIA NON SPENDA SOLDI CHE NON HA”

 Questo il “saggio” monito dell’UE al nostro governo. Cosa dovrebbe fare per rispettare le direttive europee ed evitare le procedure d’infrazione? Semplice: estorcere alla popolazione almeno € 10 miliardi; c’è troppo risparmio privato in Italia, e troppo debito pubblico. Allora, seguendo la legge fisica dei vasi comunicanti, una massiccia fetta di quei risparmi deve andare ad “onorare” i debiti dello Stato.

L’UE applica ad uno Stato l’oculata gestione del patrimonio famigliare. In questo modo si convince la gente che è giusto fare questo travaso e ridurre il debito pubblico. Peccato che la contabilità di uno Stato non equivale a quella di una famiglia; almeno nel caso di uno Stato sovrano, che può creare il denaro che gli serve, al contrario di una famiglia.

Ma i banchieri che dirigono le danze di Bruxelles, sono riusciti a formulare leggi adatte alle loro tasche, togliendo agli Stati la sovranità monetaria ed equiparandoli alle famiglie. In tal modo, gli Stati i soldi devono andarli a chiedere in prestito sui mercati finanziari, come fanno le famiglie che vanno a chiederli in banca. Tutti soldi a debito.


Immagine pubblicitaria della famiglia, senza problemi di budget. Ottima preda per risolvere il debito pubblico. Dopo, non rideranno più... E gli andranno di traverso i bocconi...

 Proiettata nella mente della gente l’equivalenza Stato = famiglia, ne discendono come logici tutti i discorsi che ci tocca ascoltare dalle TV e leggere sui giornali; molto meno sulla rete, che ha in buona parte capito il raggiro.

Secondo questa logica, è giusto che lo Stato si attivi per ripianare, almeno in parte, il suo mitico debito pubblico. Il processo si riduce sostanzialmente, e banalmente, a: tagliare il welfare, conquistato in 30 anni di lotte post-belliche; alzare le tasse di 10, riducendole ogni tanto di 1 con tanto di grancassa; disseminare il territorio di occasioni di falli (leggi multe stradali, essendo ormai tutti motorizzati), al pari di un campo minato, ed esacerbando i verbali per ogni minima infrazione (incluso il fermo o sequestro del mezzo, magari indispensabile per andare al lavoro), con divieti sempre più inosservabili in nome della “sicurezza”; infierire, oltre alle tasse, con contributi minimi esorbitanti sulle spalle delle piccole attività, impossibilitate a difendersi, in caso di inadempienza, per i costi proibitivi della giustizia, al salire del grado di giudizio. 

 


La Corte di Cassazione. Inarrivabile per il cittadino comune, causa i suoi alti costi

 Sistemati accuratamente questi esplosivi sulla nostra strada, già di per sé ripida per una stressante concorrenza tra poveri, l’intera popolazione è tenuta sotto scacco, snervata e rassegnata. Questo è quello che vogliono i “Paesi del Nord”, con in testa quella Germania che ha espropriata la Grecia per salvare le proprie banche, in primis quella Deutsche Bank che mandò a picco l’Italia nel 2011 e che è tra le banche mondiali più infarcite di titoli tossici e di spericolate speculazioni ad altissima leva.

Non si chiede alle grandi banche d’affari (ma quali “affari”?) internazionali di sgonfiare la bolla di derivati che vale in totale almeno 50 volte il Pil mondiale. No, quello va bene; ma è intollerabile che uno Stato sfori il 3% del Pil per aiutare i suoi cittadini in difficoltà proprio a causa dell’inesausta voracità delle banche. 

 


 

Deutsche Bank, Francoforte (sopra). Gareggia colla torre della BCE (sotto), poco distante. Colossi dai piedi d’argilla

 In sintesi, alle banche è concesso spendere soldi che non avevano e che, per miracolo, creano al momento sulle tastiere dei loro computer; ma guai se lo Stato osa, non dico fare altrettanto, non sia mai, ma ardisce iniettare un po’ di soldi (a debito!) per alleviare l’esistenza dei suoi cittadini.

Così funzionano oggi le cose. E c’è da chiedersi dove vivano coloro che hanno appena votato PD e persino quei partitelli, sovvenzionati da Soros, che chiedono +Europa o esibiscono il logo LeU, riconoscendo orgogliosamente la validità di questo perverso sistema economico e baciando i piedi alla Commissione europea. Comunque, come dice Della Luna nell’articolo odierno, anche i partiti del governo attuale si sono sinora mantenuti entro i canoni UE vigenti, debordandone soltanto a parole. E certo non li aiutano i vari Mattarella, Tria, giudici buonisti, per non dire dei quotidiani attacchi dalle opposizioni, ossia dai principali responsabili del grave deterioramento che la loro condotta pro-UE ha causato alla nazione.

Ultimi sviluppi: Leggo l’anatema di Draghi sui Mini Bond, a suo dire illegali o comunque a debito. 

 

Dimentica che i Trattati, pur infami, sottoscritti da nostri politici, poi beatificati per la loro lealtà agli strozzini dell’Italia, non escludono che uno Stato possa emettere propria moneta, a livello solo nazionale [VEDI]: anche l’euro scritturale è tale, in virtù del Target 2. [VEDI]

 

Sulle stesse posizioni. Sempre

Dimentica anche che i Mini Bond andrebbero a pagare quello che è già un macroscopico debito verso le nostre imprese, molte a rischio chiusura proprio a causa dei debiti pendenti dello Stato, che esige in contemporanea che i suoi crediti (tasse) vengano puntualmente pagati. Sì, sappiamo che per Draghi e coloro che egli rappresenta sono più cogenti i debiti verso le banche, che creano denaro fiat, che non verso le imprese che producono merci e servizi. Draghi preferirebbe che quanto lo Stato emettesse in Mini Bond andasse a ridurre il debito pubblico, attraverso nuove manovre di austerity e non pagando i fornitori; col risultato di tante aziende fallite e uno Stato “virtuoso” con “i mercati”. Ammettiamo pure che il debito scenda, anche se i precedenti lo negano. Ma anche il Pil scenderebbe, con le chiusure aziendali; e il deficit, ossia il rapporto debito/Pil resterebbe invariato, o più probabilmente peggiorerebbe. Risultato: più tasse, aziende chiuse, più disoccupazione e conti pubblici invariati o peggiorati. 

Mi sembra che tanti economisti filo-banche-UE siano parecchio strabici… E, manco a dirlo, il PD, inizialmente favorevole ai mini bond, ha fatto coerentemente marcia indietro: aiuterebbero aziende e lavoratori. Ci mancherebbe.

 

  Marco Giacinto Pellifroni      9 giugno 2019

 

  Visita il blog  https://www.marcogiacinto. com

 

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