di Massimo Bianco
TRUCIOLI SAVONESI
Settimanale Anno XVI
Numero 687 del 1 dicembre  2019
Tel. 346 8046218
Dalli all'untore Stampa E-mail
Scritto da MARCO GIACINTO PELLIFRONI   
 DALLI ALL’UNTORE!

 Il sistema migliore per far valere le proprie ragioni è quello di squalificare quelle avversarie. 

Il titolo di queste pagine è affiorato alla mia memoria leggendo l’ultimo articolo di Fulvio Sguerso, che declassa le idee sovraniste, di contro a quelle europeiste, a mere congetture o superstizioni, quali quelle che il popolino di manzoniana memoria, alla ricerca delle recondite cause della peste, finiva con l’attribuire a generici “untori”, che via via identificava ora nell’uno ora nell’altro malcapitato.

 

 

La casa dell’”untore”, il milanese Gian Giacomo Mora, fu abbattuta e al suo posto fu posta una colonna a imperitura memoria dell’infame, giustiziato dopo atroci torture. Oggi i sovranisti subiscono l’odierna versione della gogna secentesca, subendo ogni forma di demonizzazione da parte dell’establishment attraverso i suoi canali mediatici 

 

Ecco: tutto ciò che i sovranisti affermano avrebbe la vacua consistenza della caccia all’untore, tanto sono evanescenti e prive di prove le loro denunce delle origini dell’attuale malessere, che ne sarebbe invece privo: quindi acefalo, senza colpevoli. Delle due, l’una: o il disagio sociale dell’Italia viene negato, o viene riconosciuto, ma senza individuabili cause. O ancora, tertium datur: se il disagio viene riconosciuto, gli unici colpevoli sono coloro che additano i responsabili dei fenomeni avversi, e cioè sovranisti e populisti, secondo la collaudata formula che si preferisce condannare chi denuncia i colpevoli, anziché i colpevoli stessi. Dopo aver scritto 220 articoli su Trucioli, mi sconforta vedere che un altro ospite fisso, di cui peraltro apprezzo la vasta cultura, sconfessi, sia pure indirettamente, tutto ciò che ho scritto come pure fantasticherie, degne del popolino credulone.

Caso vuole che proprio domenica scorsa, quando usciva il pezzo di Sguerso, la nostra associazione Domenica Est di Finalpia ospitava come relatore Giuseppe Testa, storico locale, che presentava il libro, scritto a quattro mani con la studiosa Manuela Saccone, dal titolo “Streghe guaritrici e preti incantatori”, tratto da una rassegna dei verbali dell’Inquisizione nella provincia di Savona nei secoli XVI e XVII. Il libro svolge una meticolosa introspezione nella magia popolare, o presunta tale, combattuta non solo dalla Chiesa, ma in misura persino maggiore dai tribunali civili. Insomma, una rassegna di prima mano della “caccia alle streghe”, molto simile al “dalli all’untore” e più o meno contemporanea, ossia riguardante due secoli che meriterebbero l’appellativo di “bui”, riservati nella visione positivista ai secoli medievali.

 

 

La tecnica usata dai fautori del politically correct è quella di affastellare tesi provate e fantasticherie in un unico fascio. Quindi, chi denuncia l’effetto serra, le scie chimiche, il signoraggio, il MES, ecc., viene squalificato come presunto sostenitore anche di teorie strampalate, come il “terrapiattismo”, la falsità dell’uomo sulla Luna, et sim 

 

Sarebbe a dire: come untori e streghe erano una fantasia della bassa plebe e/o delle istituzioni, così ciò che i sovranisti addebitano a “oscuri poteri”, non ben identificati, non sono che deliri di estremisti di destra. Sulla base di questo anatema, l’immigrazione selvaggia è cosa buona e giusta; le scie chimiche non esistono; il PD è garanzia di libertà e democrazia, di contro all’”onda nera” neofascista; l’euro è stata una scelta saggia e se ne vedono i magnifici frutti, solo che ci si aggiri per le periferie o nei paesi spopolati e nelle campagne abbandonate dall’inurbamento forzato dei giovani; il globalismo ha portato maggiore uguaglianza tra i popoli grazie alla libera circolazione delle merci e delle persone (con o senza passaporto); la finanza speculativa ha giovato all’economia dei Paesi periferici rispetto a quelli centro e nordeuropei; la moneta non è privata, ma emessa dallo Stato senza debito né interessi; le banche sono organizzazioni benefiche, e se spesso hanno bisogno di interventi statali è a causa della loro eccessiva generosità; le agenzie di rating non sono in conflitto di interessi nel valutare la salute di un Paese, pur essendo in buona parte possedute dalle grandi banche d’affari di cui tutelano gli interessi, a detrimento di quelli nazionali; e così via. La visione “buonista”, alias europeista, insomma, è appiattita sullo story telling istituzionale, che reprime ogni tentativo di uscire dalla morsa dei mercati. L’articolo di Sguerso si disallinea tuttavia dal pensiero unico quando afferma che "Un altro complotto è quello che vorrebbe farci credere nel riscaldamento globale e un altro ancora nell’esistenza delle camere a gas nei campi di sterminio nazisti." [Sempre che abbia capito bene] - Quindi,  su questi due fronti, Sguerso si dichiara, a sorpresa, negazionista. Entrambi queste diffuse convinzioni sarebbero semplici fake news. Circa l’effetto serra, pertanto, avrebbe ragione Trump, dissociandosi dagli accordi di Parigi..

 

I padroni del mondo non sono così “oscuri”: le immagini ne mostrano un paio. E l’elenco si potrebbe allungare, anche solo guardando i maggiori azionisti delle principali banche centrali, tipo Fed e BCE. I loro CEO,  contano più dei Capi di Stato, piegati ai loro voleri tramite i rating dello loro agenzie S&P, Moody’s, Fitch, o i prestiti capestro dell’FMI, cui s’è aggiunto dal 2012 in Europa il MES, cosiddetto Fondo Salva Stati 

 

Mi preme qui affermare che tutte le suaccennate posizioni possono venire confutate dai fatti. Altro che carenza di prove. 

L’immigrazione selvaggia è dovuta all’abnorme tasso di prolificazione di Paesi come ad es. la Nigeria, che tra un paio di decenni avrà la stessa popolazione dell’Europa. Un’Europa guidata da una Commissione che, poco importa se autonoma o al servizio di “ordini superiori”, produce trattati, volutamente opachi, in totale contrasto con la prosperità di Paesi come l’Italia. 

 


FdI fortemente critica dell’appoggio del governo al MES, attuale o modificato senza passare dal Parlamento. Questa sarebbe la democrazia e trasparenza del nuovo governo Conte (sopra col Ministro Mef Gualtieri). Vedi 

 

Fiscal Compact e Meccanismo Europeo di Stabilità, il famigerato MES, che in pochi denunciavamo già all’atto della sua firma nel 2012 [VEDI], è oggi venuto alla ribalta a causa dell’avallo che l’uomo venuto dal nulla, Giuseppe Conte, ha dato alla chetichella alle sue modifiche, peggiorative per l’Italia, tali da adombrare il reato di alto tradimento, altro che ”avvocato del popolo”. I buonisti/europeisti conoscono le clausole di questi due trattati capestro? Se le leggano, e poi osino negare il loro carico oppressivo per il nostro Paese, usato sempre come zimbello di altri, considerati virtuosi, quando è vero semmai l’opposto, perlomeno in termini comparativi. In quanto “discoli”, siamo subissati di tasse per pagare gli interessi su un debito che, se l’Italia fosse uno stato sovrano, potrebbe del tutto evitare. 

 

Bank of International Settlements, Basilea, Svizzera: Banca Centrale delle Banche Centrali.

I sovranisti vogliono una Repubblica dove la Costituzione prevalga sui vari Trattati europei che subordinano gli interessi dell’Italia a quelli di potentati stranieri apolidi e irresponsabili

 

Altra “strana” coincidenza, in tutt’altro campo, è quella tra l’avvento dell’euro e la perdita secca del potere d’acquisto della popolazione italiana, ridotto a meno della metà. Eppure, si continua ad omaggiare uno dei suoi principali artefici, Romano Prodi, nonché l’eroismo di Mario Draghi che, come governatore della BCE, lo ha salvato. Potrebbe semmai festeggiare la Germania; non certo l’Italia. [VEDI]

In campo economico, la favoletta delle banche che prestano denaro proprio o dei correntisti, è stata screditata dagli stessi vertici di altrettante Banche Centrali, a cominciare dalla Banca d’Inghilterra; e, obtorto collo, persino dalla stessa Bankitalia e dalla World Bank [VEDI]. Che questo sistema, a tutto favore delle banche, sia un’invenzione dei complottisti, è facilmente smontabile, solo che si guardino i bilanci (pur addomesticati) delle banche stesse, centrali e commerciali.

Le scie chimiche [VEDI] richiedono soltanto di alzare gli occhi al cielo per notarne la reale esistenza. Ah, ma sono normali scie di condensazione dei reattori, ribattono i più creduloni. Peccato che alle condizioni di bassa quota, di pressione e temperatura alle quali viaggiano quegli aerei, non si dovrebbe produrre normalmente alcuna scia. Se poi non sono considerate prove quelle testimoniali di persone addette al carico delle bombole, subito licenziate per aver violato la consegna del silenzio, o si gira la testa a lato di fronte a video che riprendono quegli aerei (militari?) in fase di atterraggio quando il pilota s’è dimenticato di spegnere l’erogazione e si vede nitidamente il gas uscire da ugelli sulla punta delle ali e non dai reattori, ci si comporta come la Chiesa che si rifiutava di guardare dentro il cannocchiale di Galileo. Ma, ammesso e non concesso, che si tratti solo di normali scie di condensa, come mai in certi giorni ce ne sono, a volte in numero tale da creare il cielo a quadretti, e in altri esse sono del tutto assenti? Vuol forse dire che il traffico aereo su un’ampia fetta di cielo a volte è congestionata ed in altre nessun aereo vi transita più?

 

  

I gas non escono dai propulsori, ma da serbatoi posti sulla punta delle ali. Che sostanze immettono nell’atmosfera, e perché le istituzioni non danno risposte alle legittime domande sulla loro natura e i loro scopi?

 

Viene inoltre affermato che nessuno finanzi le navi delle ONG, e tanto meno il “filantropo” George Soros. Eppure, i soldi per la messa in mare di questi vascelli, per il carburante, gli equipaggi, il mantenimento loro e dei migranti, o meglio naufraghi volontari, qualcuno ce li dovrà ben mettere. Si preferisce eludere sia questa elementare domanda (o attribuire a generiche, diffuse donazioni private, ad es. per la Sea Watch al 98% tedesche!), [VEDI] sia quella relativa all’insistenza, sotto l’ipocrita facciata umanitaria delle presunte sinistre e del Vaticano, in una insolita unità di intenti, nel perorare le norme sull’obbligatorietà dei salvataggi in mare, cui segue l’accoglienza in loro strutture, vere greppie a spese dello Stato.

In totale, c’è ancora una percentuale, decrescente, di italiani che ancora credono che il PD e quello che rimane della sinistra abbiano lavorato per il bene del Paese, nonostante la loro politica pro-UE e globalista, incuranti dei fenomeni deleteri come la delocalizzazione delle aziende in Paesi meno penalizzanti, la disoccupazione, specie giovanile, con conseguente impossibilità di metter su famiglia e, in cascata, il calo delle nascite (siamo ormai ad tasso riproduttivo di 1,23 per donna, mentre in Africa si superano i 5, di contro ad un tasso di stabilità di 2,3).

 


Questa giovane economista all’ossessiva asserzione “non si può fare altrimenti, ce lo chiedono i mercati”,  esplora “quali gruppi e interessi concreti si celano dietro queste entità inafferrabili che avanzano richieste e, all’occorrenza, fanno cadere i governi, e mette a nudo il disegno politico di consegnare le risorse produttive  e i diritti sociali nelle mani di una nuova autocrazia finanziaria” [dalla presentazione in copertina]

 

La mia opinione è che quanti ancora votino per la sinistra, o presunta tale, siano da ricercare nelle fasce più abbienti, o comunque meno penalizzate, della popolazione, mentre la residua classe media e la cospicua e crescente fascia bassa le hanno voltato le spalle, per la mancanza di tutela che essa ha offerto alla classe produttiva negli ultimi decenni, preferendo flirtare coi bulli della finanza e i capitani d’industria. Di pari passo, s’è ricreduta sull’onestà delle sinistre la classe post-produttiva, e cioè i pensionati di fascia medio-bassa, che per giunta sono chiamati, in sostituzione di uno Stato assente, ad aiutare figli e nipoti, vittime del corrente sistema lavorativo, succube delle stesse leggi di mercato valevoli per le merci: la precarietà del lavoro “a chiamata” mette sullo stesso piano persone e cose, che si utilizzano/producono a seconda della domanda –o dei capricci- del mercato. Oggi mi servi, domani no, dopodomani forse. Come le michette del panettiere. E così anche i dipendenti subiscono le stesse fluttuazioni dei loro datori di lavoro. 

Siamo tutti “a chiamata” o mini-partite Iva! Altro che sardine. Il successo di questo “movimento spontaneo e apartitico” puzza proprio di pesce, e anche di muffa. Quando mai si sono visti mobilitazioni di piazza non contro il regime esistente, ma a suo sostegno e contro i partiti di opposizione, anzi uno solo, come in questo caso la Lega? Beh, si, talvolta si vedono, ma nei regimi totalitari, sponsorizzate dai governi: tutto tranne che spontanee. Adesso ne è prevista una anche a Savona [VEDI]. Vorrei chiedere a quanti ci andranno se pensano di fare qualcosa nel loro interesse, e non di essere usati come “utili idioti”. Il movimento dichiara di “non essere contro nessuno” e si propone di “cambiare l’inerzia della retorica populista”. E, visto che il “flash mob” fa appello soprattutto ai giovani e si profila “a misura di bambino”, mi chiedo se si rendano conto che sono proprio i giovani i più penalizzati dal sistema corrente, che così facendo sostengono.

 


Altro che “contro nessuno”: le sardine nascono per fermare la Lega, ovunque si presentino. Quindi avallano il sistema corrente, che penalizza i più deboli: giovani e anziani

 

Ormai siamo a questi punti, che un governo traballante deve ricorrere a mobilitazioni farse per dimostrare un appoggio popolare che i sondaggi indipendenti si ostinano a negare. Mobilitazioni atte a provare il contrario di ciò che direbbero le urne, che proprio per questo si vogliono scongiurare, con ciò non facendo che incrementare il dissenso e i risultati delle elezioni, avvicinandone la data. 

Marco Giacinto Pellifroni  1° dicembre 2019

  Visita il blog  https://www.marcogiacinto. com

 

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