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Torneremo Domenica 19 luglio

Settimanale Anno XVI
Numero 716 del 5 LUGLIO 2020
Tel. 346 8046218
Cinema: Gli invisibili Stampa E-mail
Scritto da BIAGIO GIORDANO   
RUBRICA DI CINEMA A CURA DI BIAGIO GIORDANO
Gli invisibili (Time Out of Mind)

Gli invisibili (Time Out of Mind). Un film di Oren Moverman con Jena Malone, Richard Gere, Danielle Brooks, Geraldine Hughes, Yul Vazquez, Ben Vereen, Jeremy Strong, Brian d'Arcy James, Tonye Patano, Colman Domingo. 

 George ha perso il lavoro, la casa, la moglie, e  la figlia a 12 anni è stata assegnata  alla nonna materna. Egli gira solitario per le strade di New York alla ricerca di un posto dove passare la notte e mangiare qualcosa.

 E' un uomo non più giovane, bianco, di bell'aspetto, newyorchese di lunga data, con vestiti sgualciti ma che un tempo erano eleganti, abiti certamente non da clochard. George cammina con un trolley contenente alcuni effetti personali, ed è anche detentore di una tessera sanitaria che lui non sa che non è più valida. Nonostante George appaia ancora come un ex cittadino americano del ceto medio, un tempo facente parte di una tipica famiglia americana, non gli viene concessa, dalle istituzioni preposte, alcuna possibilità di trovar casa, lavoro, nessuna opzione di risalita nella scala sociale. 

 George trova  rifugio solo al Bellevue Hospital, il più grande centro di accoglienza di New York per uomini allo sbando. Un luogo solo di parcheggio, di emergenza estrema,  molto scomodo, dove è difficile anche riuscire a dormire, e in cui relazionare con la maggior parte dei presenti è quasi impossibile, in quanto essi stessi appaiono chiusi nel proprio dolore o del tutto rassegnati.

Il film mette a nudo l'altro faccia della medaglia del sociale statunitense, precisamente dal lato degli effetti della caduta dal sogno americano,  lungo il  brusco risveglio che la caduta genera nel letto di una  realtà priva di difese. Un disagio che ha il sapore di un vero e proprio castigo per i perdenti, inferto cinicamente dall'establishment politico, che non tollera chi non riesce almeno a galleggiare tra le caotiche onde del mercato liberale capitalista americano.

  Biagio Giordano   

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