Curiosità arboree cellesi Stampa
Scritto da A CIVETTA   

 Curiosità arboree cellesi

 

 

Big Pitosforo”

‘Pittosporum Tobira’, dal greco ‘pitta’ (pece) e ‘spora’ (seme) per le sue bacche che a maturazione rilasciano semi rossi appiccicosi

 

Dopo lo svettante ‘Pino in cornice’, nel muraglione a fianco dell’Hotel Marina passiamo alla Storia, di Celle, forse il più grande pitosforo visto in giro: folto ombrello ovale, almeno 10 m. per 8, e 3 o 4 di spessore, più tronco di ca. 4: quasi 10 m. di altezza! Più che guardiano, intrattenitore, che non può non essere visto, rivolgendogli anche inevitabili ammirati convenevoli gli instancabili peripatetici del vero lungomare, della Crocetta. Lui, a controllare il traffico dei ‘pedibus calcantibus’ (espressione scherzosa che significa «a piedi, con le proprie gambe») sullo slargo d’accesso alla veduta al grandangolo delle due Celle, dal molo, ‘u nostru Pinelu’. (il nostro Pennello-molo).

È nato lì, semino portato dal vento da chissà quale terra dell’est, pianta arbusto, ma che lui, stessi caratteri dell’oleandro, senza fuscelli d’intorno a frastornarlo, ha sentito forte personalità per farsi individuo unico, grande e bello, con la sua chioma sempreverde, fortificato davanti e spruzzi salmastri da tutte le direzioni.

Faceva compagnia al magazzino FF.SS. e guardia a vagoni piombati sul binario morto. Gli sono passati davanti littorine merci e treni con turbe di passeggeri vocianti di vacanze a divenire o già finite; tradotte con soldati pensierosi e prigionieri impauriti; vagoni con carri cannone e ordigni vari di distruzione…si è pure salvato dal tremendo scoppio della Crocetta, proprio lì pochi metri…

 


 

Ha resistito gagliardo sino ad oggi, ma ora dicono che sia malato, se non altro di anni…e che un giorno finirà tranciato dalla lama-catena di una micidiale motosega, inventata dai ‘signori del legno’ in fitte boscaglie in longitudini lontane e fredde, con stessa sorte (e qualche polemica) di suoi colleghi di altra specie, ma sempre alberi, di qualche mese fa.

Auguriamogli ancora tanta vita e altrettanto piacere, nostro, a vederlo e salutarlo quando andiamo a guardare il mare.

Vogliamo bene alle piante!  Perché, com’è scritto in una maglietta del WWF, “quando non ci saranno più alberi, sulla terra non ci sarà più vita!"

 

 Vi è un altro albero, anzi due, in portamenti invadenti e pericolosi.

 

 

Aspettando che cadano

Or sono quasi 5 anni (gennaio -marzo 2015) denunciavamo la pericolosità di due alberi (pini) sulla parte alta della scalinata Via Boschi, con fotografia a ritrarli sovrastanti il pubblico e considerevole passaggio, unico pedonale, per gli abitanti della zona a forte concentrazione sotto il Mulino a Vento, ed altresì con appena sotto l’ombrello il cavo della linea elettrica che fornisce la detta zona.  In tutti questi anni gli alberi si sono ulteriormente inclinati sulla

via, come visibile dalla fotografia, ed è palese l’inerzia del Comune. A questo punto facciamo come per il Pescetto, notificando copia della pubblicazione al protocollo comunale, e suggeriamo esplicita ’Denuncia di danno temuto’, chiedendo di essere informati del seguito stante l’aspetto pubblico.

 

Pirat

 

 

 A Civetta - Periodico di critica, cultura e informazione

NUMERO 35

 

 

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