SETTIMANALE anno XVII
n° 751 del 9 maggio 2021
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Non complotti ma tanta stupidità Stampa E-mail
Scritto da PIERFRANCO LISORINI   
Non complotti ma tanta stupidità

 Non c’è dubbio che da quando il covid 19, rilasciato dal caso, dalla natura o da mano umana ha iniziato a circolare, nel consiglio di amministrazione di Amazon ci sia parecchia euforia e se i suoi membri credono in qualche divinità non risparmiano sacrifici opimi per la grazia che hanno ricevuto. Questo non vuol dire che quella mano appartenga a qualcuno di loro, così come non appartiene ai dirigenti pubblici o privati degli enti previdenziali che, soprattutto in Italia hanno motivo di festeggiare per essere stati esonerati dall’obbligo di erogare mensilmente un centinaio di milioni di assegni.


Men che mai sospetterei Speranza, che ha scritto papale papale che la pandemia è l’occasione per ridare fiato alla sinistra, di essere andato in giro a spargere il virus. E anche ammessa l’eventualità, evocata a denti stretti da qualche esperto allineato e apertamente denunciata dai complottisti, che il covid 19 sia una creatura artificiale resterebbe da dimostrare l’intenzionalità della sua diffusione. Che i laboratori di biotecnologia, guerra batteriologica a parte, costituiscano un pericolo maggiore delle centrali nucleari è un fatto. È un fatto aggravato dal sospetto che le ricerche che vi si effettuano siano nella migliore ipotesi fini a se stesse o alla carriera dei ricercatori.


Detto questo il virus c’è, circola, infetta le persone e va combattuto. Senza dimenticare che Amazon e in generale tutto l’e-commerce ne hanno tratto un enorme vantaggio incrementando ricchezze già consolidate e creandone di nuove e che i governi, e in specie quelli occidentali, grazie alla pandemia si sono dati un giro di vite autoritario, che il progetto di omologazione della finanza globale supportato dalle agenzie sovranazionali, in primis la Chiesa, ha fatto un balzo in avanti e che la demonizzazione del dissenso  ha potuto avvalersi di nuovi ottimi argomenti. 


Tutto questo fa parte del gioco, il mondo non va avanti con le buone maniere e il motto hobbesiano homo homini lupus è sempre valido. Tuttavia bisogna guardarsi da un criterio ingannevole come il cui prodest, che scambia l’avvoltoio per l’assassino o il borsaro nero per il guerrafondaio. Il complottismo ci porta su una falsa pista non perché attribuisce propositi malvagi a una parte dell’umanità ma perché ne sopravvaluta la capacità di determinare il corso degli eventi. Che ci siano persone che si illudono di farlo lo do per scontato ma sono anche persuaso che non si debba stare al loro gioco e partecipare al loro delirio di onnipotenza.


Che agli ultimi piani dei i grattacieli newyorkesi, all’interno dei megayacht o nelle suite dei grandi alberghi ci siano signori che si credono padroni del mondo e scambiano la loro fortuna per potere effettivo, e alludo alle povere anime zavorrate dal peso del credito che media interessati attribuiscono loro, mi pare ovvio. La storia del mondo non è la vicenda del male contro il bene ma la più complicata resa dei conti fra nani che si credono giganti e l’ironia dei veri giganti del pensiero che li schiacciano sotto il peso della loro mediocrità.


E quando mi tocca di assistere allo spettacolo osceno di governanti, politici, pseudo scienziati che straparlano e, purtroppo, pretendono di decidere delle nostre vite, e alludo in primo luogo al ministro della salute, mi risuonano nella mente le parole dell’ultimo dei romani, quel Boezio che la chiesa di Roma, incarnazione del pensiero unico, del potere della paura e della soppressione del pensiero libero, ha cercato di cooptare facendone un personaggio della propria agiologia. Leggo dal De Consolatione: “Forse che dignitates honorabilem reverendunque, cui provenerint, reddunt”. No davvero: “num vis ea est magistratibus, ut utentium mentibus virtute inserant, vitia depellant?” Al contrario, conclude Boezio, “non sopprimono ma esaltano le cattive qualità ed è per questo che ci indigniamo nel vedere che cadono nelle mani delle peggiori canaglie”.

 

    Pier Franco Lisorini  docente di filosofia in pensione   

   Il nuovo libro di Pier Franco Lisorini  FRA SCEPSI E MATHESIS


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